Cortina d'Ampezzo
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Rifugio Averau e Nuvolau dal passo Falzarego

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Oggi vi porto con me nel cuore delle Dolomiti, tra le cime più famose, in un escursione di circa 3 ore e mezza che parte dal passo Falzarego, passa per il lago di Limides, sale fino al Rifugio Averau, per toccare i 2.275 m. del Rifugio Nuvolau. Vista la meta tra le più frequentate tra chi decide di trascorrere le vacanze a Cortina, consiglio nei periodi di maggiore afflusso turistico di partire presto il mattino.

Da Col Gallina al Lago di Limedes per il sentiero 419

Ci sono diverse vie per salire al rif. Averau – dal Passo Giau, dai rifugi Cinque Torri, Scoiattoli e Fedare con diversi tempi di percorrenza e difficoltà- sia a piedi  che in seggiovia. Noi abbiamo scelto di seguire il sentiero 419 che parte da Col Gallina e poi il 441, sul passo Falzarego.
Prima tappa intermedia della salita è il bel laghetto di Limedes, o Limides, che può essere la meta finale se cercate una passeggiata molto leggera magari da fare con i bambini.

Questo primo tratto, di circa mezz’ora, passa attraverso prati e boschetti di larici e pini cembri e non presenta difficoltà o eccessive pendenze. Arrivati sulle sponde del lago ci fermiamo qualche minuto per goderci lo spettacolo delle montagne che si riflettono in questo piccolo specchio d’acqua.

Forcella Averau, Rifugio Averau e Nuvolau

Lasciato alle spalle il lago cominciamo a salire verso la forcella Averau. In questo tratto, dove la pendenza si fa più più decisa, camminiamo accompagnati solo dal rumore dei nostri passi e del nostro respiro. D’obbligo qualche pausa per fermarsi, ammirare e fotografare la bellezza che ci circonda.

Dopo gli ultimi tratti che s’inerpicano tra le rocce, dominati sui lati dall’Averau e dalla Croda Negra, usciamo sulla piana per arrivare poi alla forcella Averau. Da qui è facile riconoscere le curve sinuose della strada che sale fino al Passo Giau e uno degli altri sentieri che portano al rifugio.

Siamo ormai quasi arrivati al rif. Averau: costeggiamo la parete della montagna e in una decina di minuti siamo arrivati. Mangiamo un ottimo panino con la salsiccia per poi fare l’ultimo tratto che porta fino al rifugio Nuvolau. La giornata è affollata e sono molte le persone che si spingono fin quassù, ma non ci lasciamo rovinare la magia di questo posto stupendo.

Dopo esserci riempiti gli occhi con la bellezza delle Dolomiti, che davvero è difficile da descrivere, perché sono sensazioni da provare di persona, scendiamo. Ripercorriamo il sentiero fino alla forcella e da lì, anziché seguire la via da cui siamo saliti imbocchiamo il sentiero 441 che ci riporta fino al Col Gallina.

A chi consiglio l’escursione

La camminata non presenta particolari difficoltà per chi è allenato. Ci sono un paio di punti abbastanza ripidi tra le rocce, ma affrontabili prestando quel minimo di attenzione che in montagna è sempre richiesta.

Una piccola riflessione prima di chiudere questo post. I rifugi Averau e Nuvolau sono tra le mete più famose e, grazie agli impianti di risalita, tra le più facilmente raggiungibili. Trovo molto bello che tutti, anche chi non è particolarmente allenato o magari ha problemi di salute, possano arrivare fin quassù.
Quello che invece mi dispiace è vedere poco rispetto  e conoscenza della montagna – abbigliamento non adeguato (e mica c’entra la moda, questione proprio di sicurezza!) comportamenti poco prudenti e irrispettosi – che forse, raggiunta senza la fatica, viene sottovalutata e non percepita in tutta la sua unicità e fragilità.


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